#BP2017 | NUOVI SPAZI, NUOVE CREATIVITÀ, NUOVE PROFESSIONI, NUOVI PUBBLICI

Anche Dalia Macii di Impact Hub Trento tra i relatori della giornata
SABATO 4 MARZO 2017, ORE 9.30-18.00
CIVICA SCUOLA DI TEATRO “PAOLO GRASSI”, VIA SALASCO 4, MILANO

 

“Nuovi spazi, nuove creatività, nuove professioni, nuovi pubblici”: è questo il tema della prossima edizione delle Buone Pratiche del Teatro, che si terrà a Milano il 4 marzo 2017, presso la Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi” (via Salasco 4, Milano) dalle 9.30 alle 18.00. L’iniziativa è curata dalla Associazione Culturale Ateatro in collaborazione con Associazione Etre, Che Fare e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.
Si ringrazia Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi”.

In questi ultimi anni assistiamo a una disseminazione di spazi multifunzionali: programmano attività culturali come spettacoli, concerti, mostre, ma ospitano anche co-working e attività produttive e commerciali, offrono ristorazione e ospitalità, formazione e convegni… Coesistono, in varie e creative combinazioni, cibo, letteratura, musica, politica, terzo settore, nuova imprenditorialità, divertimento…
Nella giornata delle Buone Pratiche, il 4 marzo 2017, si analizzeranno alcuni casi a livello nazionale, con qualche confronto internazionale, per individuare tendenze e modalità operative che ci aiutino a capire queste esperienze e la loro portata innovativa al livello sia del processo (la sostenibilità, in rapporto anche a target e pubblico, sia del prodotto (in che misura la coabitazione di discipline, linguaggi e tecniche favorisce la nascita di nuovi linguaggi e contenuti, sia degli spazi (caratteristiche architettoniche e funzionali, urbanistica, rapporto centro-periferia), sia della concezione e delle modalità del rapporto fra pubblico, privato, comunità.

Molti di questi spazi hanno anche una vocazione multidisciplinare: programmano eventi culturali di diverse discipline o eventi in cui si fondono diversi linguaggi artistici. Sono realtà trasversali, che dalla cultura nel senso classico del termine e dai generi canonici si allargano alla cultura materiale e sociale, intesa in una più ampia dimensione antropologica.
Queste esperienze si caratterizzano per l’uso e la condivisione delle tecnologie digitali e perché riflettono il ruolo centrale assunto dai consumi culturali nella costruzione di identità personali e collettive. Sono luoghi al tempo stesso di lavoro, di svago e di cultura, dove si indeboliscono le distanze tra sfera pubblica e sfera privata, tra impresa privata e servizio pubblico, tra centro e periferie. Si inseriscono nel tessuto urbano, trasformando il paesaggio e aprendo nuove occasioni di socialità. Alcuni di questi spazi sono stati progettati o ristrutturati con questo obiettivo, altri luoghi che avevano già una destinazione d’uso prevalente e che hanno ampliato la gamma delle loro attività.

 

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