High Score Gaming Center

Da un’idea nata a scuola nasce l’azienda di un giovane a Trento

 

 

Dall’idea nata per gioco alla realizzazione di un sogno. Una chiacchierata con Elia Ruffo, ventitreenne di Pergine Valsugana che insieme al suo socio Sebastiano Rossi ha fondato High Score Gaming Center, sala per videogamer a Trento.

 

Raccontaci un po’ della vostra attività.

Offriamo postazioni pc e console a chiunque sia appassionato di videogiochi, ma anche a chi voglia semplicemente godersi un pomeriggio di gioco in compagnia. L’obiettivo è quello di proporre un’alternativa di qualità a chi non ha la disponibilità di giocare da casa, magari perché studente fuorisede oppure per la mancanza di una connessione internet adeguata. Puntiamo però anche a “tirare fuori” da casa i giovani videogamer, che spesso si isolano per giocare online con amici che spesso vivono a pochi metri di distanza. Grazie alla nostra sala giochi possono ritrovarsi per passare un pomeriggio in compagnia e ogni tanto organizziamo anche tornei a premi.

Ma non vogliamo essere solamente una sala giochi. Il bar che si trova nei nostri spazi sta diventando un elemento centrale dell’attività, un punto di ritrovo non solo per gli appassionati di videogiochi, ma anche per chi accompagna gli amici a giocare, oppure per chi vuole semplicemente godersi un drink in compagnia. Cerchiamo sempre di allargare il nostro bacino di utenza e aprirci a mondi diversi da quello dei videogame. In questo senso, siamo anche in contatto con realtà attive nel campo dei giochi da tavolo e stiamo iniziando a organizzare eventi a tema.

 

 

Come vi è venuta l’idea e qual è stato il percorso che hai intrapreso per la sua realizzazione?

L’idea è nata nell’aprile del 2017, quando ero ancora alle superiori e il team di Impact Hub Trentino è venuto a scuola per proporci un percorso chiamato “dall’idea all’impresa”. Gli studenti potevano proporre le loro idee e gli esperti di Impact Hub ci hanno aiutato a valutarne le condizioni di fattibilità, un “gioco” atto a invogliare gli studenti a entrare nel mondo dell’impresa dopo la scuola. La nostra proposta è piaciuta perché innovativa (a Trento e dintorni non esisteva una realtà simile) e diretta a un bacino d’utenza concretamente raggiungibile. Dopo una breve indagine è quindi stata dichiarata “realizzabile”. A questo punto eravamo piuttosto motivato e – grazie anche all’appoggio di mia madre – a inizio luglio 2017, assieme a Sebastiano abbiamo deciso di ricontattare Impact Hub per capire se davvero l’idea potesse diventare realtà.

È iniziato quindi il percorso di consulenza, e il primo passo è stato quello di andare in giro per l’Italia a osservare altre realtà di questo tipo. Abbiamo quindi steso un businness plan definitivo, concludendo che l’idea era fattibile e, nel gennaio 2018, l’attività è stata fondata ufficialmente. A questo punto è iniziata la ricerca dei finanziamenti e del locale, e dopo alcuni buchi nell’acqua, nel marzo 2018 abbiamo trovato la location giusta.

A quel punto è arrivato il primo prestito dalla banca, dopo alcuni mesi di attesa abbiamo ottenuto la licenza e in dicembre abbiamo avviato l’attività.

 

Un percorso lungo e difficile, quanto ha aiutato il supporto un attore esterno come Impact Hub?

È stato davvero utile, soprattutto per due giovani di 19 e 20 anni quali eravamo quando abbiamo iniziato. Posso dire che probabilmente, senza un aiuto esterno, non ce l’avremmo fatta. I consulenti di Impact Hub ci hanno seguiti da quando abbiamo avuto l’idea fino alla sua realizzazione, accompagnandoci attraverso ogni step del percorso ideativo, burocratico e finanziario. Essendo la nostra attività un tipo di impresa piuttosto insolita in una realtà come quella trentina, il percorso è stato nuovo anche per i consulenti, ma grazie alla loro voglia di mettersi in gioco per aiutare realtà giovani e innovative, siamo stati in grado di superarle e fare in modo che tutto andasse a buon fine.

 

Cosa consiglieresti a un giovane come te che vuole aprire un’attività?

Oltre a tenere in considerazione l’aspetto economico (prima di ricevere i finanziamenti bisogna considerare che tutte le spese vanno pagate di tasca propria) nel nostro caso – come per tanti altri – credo sia stato fondamentale rendersi conto che da soli non avevamo le competenze per affrontare un percorso come quello dell’avvio di un’impresa. Il percorso di consulenza si è rivelato fondamentale.

Stefania