30 marzo Linee 8 e 3
31 March 2016 - stefaniacosta

30 marzo 2016

Linea 8 #sostenibilità

Il rumore non lo avevamo considerato. O forse non abbastanza per immaginare uno strumento per l’amplificazione sufficiente a coprire da un lato il frastuono dei sampietrini e dall’altra la distanza dalla cima al fondo dell’autobus. E allora nella presentazione di Prossima fermata, FuturaTrento! bisogna alzare la voce per farsi sentire, passare un volantino in più per spiegare il motivo della nostra presenza. In molti proseguono indisturbati nel loro viaggio. Sistemano le auricolari. Abbassano lo sguardo sullo schermo dello smartphone, dove se lo vorranno potranno comunque trovarci facilmente. Eppure percorrendo da nord a sud (e ritorno) una delle parti più urbanizzate della città qualche orecchio si tende verso il nostro gruppetto al centro del corridoio, qualche domanda ci viene rivolta, qualche segno di interesse e approvazione si percepisce. E’ forse anche in questi piccoli gesti che possiamo riconoscere il lato meno evidente della sostenibilità dentro la vita quotidiana di una città. Non solo il miglioramento delle infrastrutture tecnologiche o una maggiore consapevolezza rispetto alla propria impronta ecologica, ma anche la capacità di ogni cittadino entrare in empatia con la comunità che lo circonda.

 

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Linea 3 #spazi

Spazi. Solo problemi? Non riusciamo nemmeno a imboccare Via Brennero e a premere REC sulla telecameta che un signore si alza dal suo posto e ci racconta la sua visione sull’annoso problema di Piazza della Mostra. “Non vanno bene i parcheggi, proprio lì sotto il Buonconsiglio…” – ci dice – “Riempiamola d’altro, magari dei Mercatini di Natale.” Spazi pieni, spazi vuoti, spazi da immaginare. Con chi? Come? Stessa scena rientrando, dopo un rapido sguardo alla Barca progettata da Giovanni Salvotti a Meano. Una signora seduta poco lontana si esprime piuttosto schiettamente sullo stato di abbandono e di degrado di una serie di porzioni del territorio cittadino, sapendo indicare – a suo modo di vedere – i responsabili di questa situazione. Anticipiamo in parte i temi del conflitto (e della sua gestione), della partecipazione e della responsabilità. Spazi o luoghi? “Mentre i luoghi si riconoscono – si odiano e si amano -, gli spazi semplicemente si misurano. Ne consegue che i luoghi siano, in prevalenza, figure della differenza e della qualità, gli spazi dell’uniformità e della quantità. Nel luogo domina il significato originario del raccogliere e del riunire, nello spazio quello dell’intervallo e, quindi, della separazione, del confine e del conflitto.”  Potremmo partire da qui…

*Andrea Tagliapietra

 

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