Cibo, impresa e quattro ruote: food truck week-end
30 April 2016 - Impact Hub

Capita sempre più spesso di vedere in giro splendidi furgoni colorati che diffondono ai quattro angoli invitanti profumi di cottura… sono i food truck, un’invenzione americana che si è presto diffusa in tutto il mondo e che negli ultimi anni sta conoscendo un successo a dir poco sensazionale. Merito senz’altro va alla grande attenzione che ultimamente viene dedicata da tutti i media al mondo dell’alimentazione. Ma per comprendere questo fenomeno fino in fondo può essere utile lanciare uno sguardo alle caratteristiche che rendono quest’attività così appetibile.

Le potenzialità di una simile attività sembrano molte, ma come sempre sono direttamente proporzionali alla competenza e alla passione di chi sceglie di confrontarsi con l’alimentazione on the road.
Innanzitutto non basta possedere un furgoncino qualunque per aprire un Food Truck: si tratta di veicoli speciali certificati per la vendita di cibi e bevande, il cui allestimento può comportare una spesa dai 20.000 ai 40.000 euro: a fronte di una simile cifra si capisce come sia importante stabilire per prima cosa un budget e un business plan chiaro e completo.

Per quanto riguarda invece gli aspetti burocratici, i Food Truck sono regolati dalle norme sul «commercio al dettaglio su area pubblica», ovvero si tratta di «commercio ambulante», disciplinato dal Decreto Legislativo 114 del 31 marzo 1998 (Titolo X, artt. 27-30). Per esercitare quest’attività, in forma fissa o itinerante, serve un’apposita licenza che deve essere rilasciata dal Comune nel cui ambito viene svolta. È necessaria inoltre un’autorizzazione sanitaria che deve essere richiesta all’ASL di competenza. Una volta ottenute le autorizzazioni – amministrativa e sanitaria – ci si deve rivolgere all’Agenzia delle Entrate per l’apertura della Partita IVA. Infine, come per tutte le attività, anche per aprire un chiosco bar, che sia un camioncino food truck o che abbia una postazione fissa, occorre registrarsi presso INPS, INAIL e Camera di Commercio.

Come spesso accade, intorno a un fenomeno di successo si generano a stretto giro un micro e un macro cosmo di opportunità e di mode che spaziano dai festival ai raduni, come abbiamo visto di recente al salone del mobile o ai sempre più diffusi matrimoni dove tutto è marchiabile e caratterizzabile su ruote. Si è generata così una community che riunisce le persone che hanno scelto il movimento e lo spostamento come un’alternativa alla staticità e che vedono nel cambiamento un modo per conoscere il mondo e per far conoscere la propria specificità alimentare.

Non in tutte le regioni italiane le norme si sono già adeguate ma confidiamo che anche il Trentino veda in questa modalità un nuovo modo per favorire l’apertura di impresa e cerchi di trovare delle soluzioni plausibili.

Fondamentale infine la dimensione di design e di comunicazione che dovranno contribuire a rendere il proprio furgoncino qualcosa di unico e invitante, perché, come ormai tutti avranno imparato, si mangia anche con gli occhi!

Dalia Macii