Giovani professionisti schiacciati tra flessibilità e precariato
25 March 2016 - stefaniacosta

Gennaio ha fatto segnare un record di nuove partite Iva. Un boom del +13,8% su scala nazionale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il valore è addirittura triplicato nelle province di Bolzano (+39,2%) e di Trento (+43,5%). Sono gli effetti del nuovo regime forfettario, ma anche di un mercato del lavoro che chiede sempre maggiore flessibilità. Non stupisce quindi che un altro fenomeno (di cui parleremo presto) in enorme crescita sia quello dei voucher. I dati confermano che sono sempre di più – e sempre più giovani – quelli che entrano nel mercato del lavoro da autonomi. Hanno un’idea imprenditoriale innovativa o semplicemente si adattano alle richieste del mercato. «Il lavoro che non c’è. Il lavoro che ancora prima di esserci, cambia. Il lavoro che richiede una flessibilità preventiva» come ci racconta Luca DeBiase.

Sono ragazzi e ragazze che si mettono in gioco, per passione o perché vedono questa come l’unica possibilità di avvicinarsi ad un impiego. Spesso privi di una conoscenza adeguata della complessa rete di diritti e obblighi, facilitazioni e tranelli che la legislazione contiene. Non è raro che la necessaria e a volte utile flessibilità fatichi a distinguersi dalla famigerata e costante precarietà.

Ma torniamo al nuovo regime forfettario che certamente ha contribuito al boom di nuovi liberi professionisti. La Legge di Stabilità 2016 ha reso più attraente l’apertura di una Partita Iva. Le nuove norme semplificano ed agevolano il regime forfettario, superando le incertezze generate dal precedente quadro normativo. Il precedente regime forfettario giungeva a scadenza dopo 5 anni di attività o al raggiungimento dei 35 anni. Ora conservando i requisiti richiesti dalla legge un soggetto potenzialmente potrebbe restare nel regime forfettario anche per tutta la durata della propria vita lavorativa. La partita Iva ottiene agevolazioni sia di natura fiscale e contributiva che in termini di alleggerimento degli adempimenti amministrativi. Ad esempio, il reddito imponibile  su cui applicare l’imposta sostitutiva (Irpef, Irap e addizionali) del 15% si ottiene applicando all’ammontare dei ricavi (o dei compensi) un coefficiente di redditività determinato per legge. L’incidenza dei costi viene dunque determinata dal legislatore a forfait e non in base alla differenza tra ricavi (o compensi) e costi sostenuti dall’imprenditore. Per i contributi previdenziali per artigiani e commercianti  è prevista invece una riduzione del 35% della contribuzione Inps.

Siamo certi che tutte le partite Iva siano identiche, tanto da meritare una simile omologazione?

Un’altra novità è il regime forfettario start-up. L’aliquota fiscale riservata alle nuove iniziative imprenditoriali e professionali passa infatti dal 15% al 5% per i primi 5 anni di attività. Per i contributi previdenziali per artigiani e commercianti  è previsto, previo parere positivo dell’Inps, la possibilità di non versare in contributi fissi sul reddito minimale fruendo invece di una riduzione del 35% della contribuzione Inps, che come controeffetto esercita però una riduzione dell’accredito a fini pensionistici.

Da dove pende in questo caso la bilancia tra vantaggi oggi e mancanza di certezze sul domani?

Non si tratta solo di fare chiarezza sul contenuto della norma, quanto di aprire una panoramica completa anche sui diritti di un sempre più numeroso popolo di giovani e meno giovani. Soggetti che iniziano ad organizzarsi e reclamare attenzione sulla necessità di semplificare la burocrazia e facilitare la vita alle nuove imprese, con un’occhio di riguardo anche per le proprie garanzie previdenziali.

Di questi aspetti – e più in generale delle questioni del Welfare, del Fisco e della tutela dei diritti – si occupa Acta, la prima associazione nata in Italia (ormai nel 2004) per rappresentare i freelance, dare una voce e un volto ai lavori del futuro e individuare nuove modalità per sostenere il lavoro professionale in condizioni di mercato sempre più difficili. Un contesto che fatica a riconoscere le competenze, a valorizzare le professionalità, a tutelare creatività e innovazione, e dentro il quale è necessaria la creazione di reti e di aggregazioni tra professionisti che ne favoriscano il rafforzamento cooperativo e competitivo. Anche il lavoratore autonomo, solitario per definizione, ha bisogno di trovare luoghi di comunità accoglienti.


Conosceremo ACTA e le sue attività – e in particolare dell’accordo con la rete europea SMart, un progetto nato in Belgio nel 1998, che si è sviluppato in una rete di imprese senza scopo di lucro ed è ora presente in 9 paesi europei, che facilita il lavoro di artisti, freelance e professionisti della creatività – a Impact Hub mercoledì 30 marzo, alle 18.30.

 

ImpactBlog | L’Adige | 19.3.2016