I luoghi dell’innivazione. Da Seattle aTrento
13 August 2016 - stefaniacosta

Estate. Tempo di vacanze. O almeno di esperienze che – rompendo gli schemi quotidiani del lavoro – siano in grado di stimolare la curiosità e di allargare gli sguardi oltre una dimensione esclusivamente locale. Far dialogare contesti diversi e favorirne l’interazione è l’obiettivo principale di “Unlikely Allies 2016”, appuntamento che ha portato a Seattle più di 500 persone provenienti da 76 città diverse, in rappresentanza di 40 Paesi sparsi su tutti i continenti. La scelta di organizzare proprio a Seattle l’evento non è casuale.

Dagli anni ’70 in poi Seattle – città con meno di un milione di abitanti – ha dato le origini a colossi come Microsoft, Starbucks (la famosa catena di caffetterie), Amazon e Blue Origin, il nuovo progetto del suo fondatore, Jeff Bezos, che scommette nello sviluppo del turismo nello spazio.

Possiamo imbatterci anche negli stabilimenti della Boeing e questo per citare solo i nomi più famosi. La città del nordovest statunitense è anche vero e proprio “santuario” della scena musicale mondiale, avendo dato i natali, oltre che al genio di Jimi Hendrix, anche alle principali band del movimento grunge di inizi anni ’90: Nirvana, Soundgarden, Pearl Jam, Alice in Chains e tanti altri. Il 5 e 6 luglio scorsi il network di Impact Hub si è riunito per il tradizionale appuntamento annuale che raccoglie un variegato gruppo di opinion leader, changemakers, cittadini attivi, artisti, policy maker, imprenditori, designer per affrontare un tema principale: il Futuro delle Città. Le Nazioni Unite stimano che nel 2050 il 65% della popolazione mondiale risiederà in aree urbane.

Abbiamo già avuto occasione di parlarne all’interno di questo blog. La particolare distribuzione della popolazione mondiale certifica che ora più che mai abbiamo il compito di costruire città dove tutti vorrebbero vivere, e questa sfida va raccolta ad ogni livello della catena della governance urbana.

“We are the impartial territory where legislators, counselors, the police, and communities can come together to co-create a better future and find a sense of common ground. And that’s really inspiring to me.” – Danielle Steer; Manager, Operations & Member Experience Design; Impact Hub Minneapolis – St. Paul

In questi termini si è espressa Danielle Steer descrivendo il ruolo dei luoghi dell’innovazione nel tempo attuale di sviluppo di nuove tracce di lavoro all’interno dei contesti urbani. Ecco allora la necessità di orientare parte del proprio intervento nell’organizzazione di incontri, dibattiti e corsi che permettano alle persone di trovare valori comuni e obiettivi condivisi all’interno di un clima collaborativo (l’immancabile sharing di questi anni) inteso come caratteristica abilitante dei processi partecipativi senza la quale nessun cambiamento può davvero verificarsi all’interno delle nostre società.

Partendo dal Festival “Unlikely Allies”, ossia “Improbabili Alleati”, il tentativo è quello di qualificare l’idea di un protagonismo imprenditoriale che sappia coltivare uno sguardo strabico nei confronti del futuro.

Attento alla sostenibilità economica delle proprie attività, ma allo stesso tempo concentrato nell’ambiziosa ricerca di modelli di sviluppo che sappiano contribuire alla creazione di condizioni di vita migliori nelle città e offrire spazi dedicati al coinvolgimento civico e al cambiamento sociale.

Ragionando su scale diverse e dentro scenario ovviamente non del tutto sovrapponibili le sfide che attendono uno spazio di co-working a Trento sono le stesse che si dovranno raccogliere a … o a …

Se Zygmunt Bauman descrive questa fase storica come un interregno tra il “non più” che abbiamo alle spalle e il “non ancora” dentro il quale stiamo cercando faticosamente di avventurarci, questo è il momento da un lato di migliorare i propri strumenti di interpretazione del presente e dall’altro di trovare buoni compagni di viaggio con cui condividere le prossime tappe, nessuna delle quali scontata. Ricordando che gli “Unlikely” – quelli che ci riusciranno a stupire, che non ci saremmo attesi come tali – saranno gli alleati su cui potremmo fare più affidamento.

Paolo Campagnano