La smartcity raccontata a bordo degli autobus
22 April 2016 - Impact Hub

Una mattina il filobus numero 75, in partenza da Monteverde Vecchio per Piazza Fiume, invece di scendere verso Trastevere, prese per il Gianicolo, svoltò giù per l’Aurelia Antica e dopo pochi minuti correva tra i prati fuori Roma come una lepre in vacanza.

I viaggiatori, a quell’ora, erano quasi tutti impiegati, e leggevano il giornale, anche quelli che non lo avevano comperato, perché lo leggevano sulla spalla del vicino. Un signore, nel voltar pagina, alzò gli occhi un momento, guardò fuori e si mise a gridare:
“Fattorino, che succede? Tradimento, tradimento!”
Anche gli altri viaggiatori alzarono gli occhi dal giornale, e le proteste diventarono un coro tempestoso:
“Ma di qui si va a Civitavecchia!”
“Che fa il conducente?”
“E’ impazzito, legatelo!”
“Che razza di servizio!”
“Sono le nove meno dieci e alle nove in punto debbo essere in Tribunale, – gridò un avvocato, – se perdo il processo faccio causa all’azienda.”

Potrà sembrare strano ma il breve racconto di un progetto divulgativo sui temi della smart city può iniziare dalle parole immaginifiche di Gianni Rodari. “Il filobus numero 75” – contenuto nella raccolta “Favole al telefono” – è ciò che più si avvicina all’esperienza che nelle ultime due settimane abbiamo provato a sperimentare sui mezzi di Trentino Trasporti in servizio sulle tratte urbane della città di Trento. Ci piace pensare che – senza modificare il percorso in programma – cittadine e cittadini si siano sentiti parte di in un viaggio capace di condurli ben oltre i confini del vivere urbano per come lo percepiscono quotidianamente. E speriamo che anche il tempo – poco e spesso frettoloso – che passa tra una fermata e l’altra, tra un impegno e il successivo, sia stato per una volta ben speso per un volantino ricevuto, una conversazione appena accennata, un intervento ascoltato in mezzo al frastuono dello sbattere di lamiere, pneumatici e ammortizzatori sul selciato.

Abbiamo scelto la carta della sorpresa, della rottura netta con gli schemi classici della divulgazione. Non abbiamo atteso che la comunità trentina ci cercasse (se mai le fosse balenata l’idea di provarci) e abbiamo ragionato su quale fosse il luogo migliore per incrociare un numero cospicuo di persone dentro uno scenario urbano e popolare. Cosa meglio di un autobus in corsa, punto di incontro e di condivisione di un’ampia fetta di cittadinanza. Servizio fondamentale, ecosistema generatore di relazioni e conflitti. Ma il format – 22 interviste per altrettante linee del trasporto pubblico urbano – seppur bizzarro, da solo non sarebbe sufficiente a giustificare questo articolo. È infatti la ricaduta del messaggio che abbiamo veicolato che sarà interessante verificare nel prossimo periodo.

Il risultato di due settimane di riprese – con intervistati sempre disponibili e curiosi – è un ricco carnet di video (che stanno uscendo uno al giorno suwww.trentobenecomune.it) che riguardano i temi della smart city e che potranno diventare patrimonio comune delle comunità che compongono la città di Trento. #benessere, #sostenibilità, #innovazione, #accessibilità, #conflitto, #beni comuni sono solo alcuni degli hashtag che abbiamo immaginato come vocabolario condiviso utile alla creazione di un’interlocuzione nuova e più virtuosa tra Amministrazione comunale(capofila e sostenitrice del progetto) e popolazione. Non solo sussidiarietà ma vero e proprio cambio di paradigma dell’idea stessa del concetto e delle pratiche di cittadinanza.

E proprio in questa direzione si muove la prossima fase dell’iniziativa “Prossima fermata, Futura Trento!” che chiede proprio ai cittadini di contribuire alla realizzazione di una mappatura condivisa dei beni comuni cittadini. Come? Attivato il Gps basta scattare una foto a quello che si ritiene un bene comune e inviarla sui principali social network assieme all’hashtag #trentobenecomune.

Prossima fermata, Futura Trento!

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Prossima Fermata, FuturaTrento si inserisce in “FuturaTrento. Bene comune. I giovani si prendono cura di spazi urbani – Il bello ci salverà” coinvolge giovani e non nella progettazione e rigenerazione degli spazi urbani della città di Trento. L’obiettivo è quello di sviluppare un’economia condivisa e fare di Trento una smart city, città intelligente, nella quale il capitale umano, sociale, ambientale e l’innovazione si incontrino per migliorarla.

L’Amministrazione Comunale è capofila del progetto finanziato dall’Agenzia Nazionale Giovani all’interno del bandoMeetYoungCities. Ha raccolto attorno all’idea di una piattaforma web, per la gestione condivisa dei Beni Comuni una serie di partner attivi sul territorio comunale: Impact Hub Trentino, Fondazione Bruno Kessler-FBK, MUSE, UISP, Cooperativa Sociale Arianna, Tavolo delle Associazioni Universitarie di Trento-TAUT, Associazione Giovani della Cassa Rurale di Trento, Associazione Orienta e Liceo Scienze umane ed economico sociale A. Rosmini. L’Amministrazione assume il ruolo di regia del progetto, garantendone l’apertura, l’operatività e la trasparenza. La sfida che il Comune di Trento raccoglie è quella di rendere la città più smart, più collaborativa, più capace di rendere ogni cittadino protagonista del suo miglioramento.