Linee 9, 13 e 11
8 April 2016 - stefaniacosta

6 aprile 2016

 

Linea 9 #benicomuni

Avremmo potuto raccogliere tutte le interviste in un unico luogo. Certo, sarebbe stato comodo. Meno vibrazioni e frenate da sostenere, meno questioni tecnici da monitorare. Ci avrebbe però tolto la possibilità di curiosare ben oltre i confini del centro storico cittadino e più in generale del fondo valle di Trento. In direzione Cognola – parlando con Ilana Gotz (Euricse) di beni comuni – ci siamo ritrovati a disuctere di Asuc e usi civici perchè uno dei passeggeri ci ha fatto notare di come sul territorio già esistano esperienze virtuose di gestioni collettive che coinvolgono amministrazione e cittadini. Siamo arrivati fino al capolinea di Villamontagna, non esaurendo la voglia di discuterne perchè proprio nella direzione di una maggiore protagonismo delle comunità vanno le esperienze della Sibec e del Regolamento per la gestione dei beni comuni promosso da Labsus. E la stessa piattaforma Futura Trento nasce con questo obiettivo, valorizzando il capitale sociale attraverso la sussidiarietà e la partecipazione. Pronti a proporre la vostra idea?

 

 

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Linea 13 #cultura

Avevamo pensato le interviste sugli autobus come delle vere e proprie performance artistiche itineranti. Poche sono riuscite davvero a esserlo, complici una serie di problmatiche tecniche che le hanno rese più simili a delle brevi conferenze istantanee. Presentazione rapida del progetto e via, con l’ospite ad affrontare il tema di sua competenza. Paolo Dalla Sega lasciando la fermata di Piazza Dante ci suggerisce di guardare alla cultura come a uno strumento di coesione sociale e condivisione, senza la quale semplicemente la cultura non è. Ci “interroga” anche sulla riqualificazione degli spazi urbani attraverso attività culturali, auspicando per essi non solo l’accensione (l’inaugurazione) ma una costante manutenzione e cura. Ci invita a leggere “Il filobus numero 75” di Gianni Rodari, una favola che racconta di un filobus che – il primo giorno di primavera – decide di uscire dal suo tragitto tradizionale, regalando ai suoi passeggeri una parentesi fuori dalla frenesia della città. Speriamo di essere riusciti anche noi – almeno per un istante – a offrire questa sensazione ai cittadini e alle cittadine di Trento.

 

Linea 11 #lavoro

La rotta sud/nord per la città di Trento era quella che storicamente univa il centro città alle periferie produttive. Quelle delle grandi fabbriche, della manifattura e della storia operaia. Abbiamo visitato queste zone con Franco Ianeselli. Oggi lungo l’asse di via Brennero e oltre – attraversando e superando Gardolo – il paesaggio urbano è fortemente punteggiato di centri commerciali e di fabbricati sfitti piuttosto che di sedi di aziende ancora attive. Certamente questa situazione è frutto di una trasformazione a livello globale che investe poi – a cascata – ogni territorio. Più servizi e terziario, meno manifattura. Come cambia allora il lavoro nel tempo della rete e della smart city? Sono più le domande delle risposte che siamo in grado di darci, dentro un processo innovativo che coinvolge e sfida ogni livello della comunità. La tecnologia viene vista da un lato come agente fondamentale della creazione di un ecosistema virtuoso e vivace, eppure mette in discussione una serie di interpretazioni classiche del nostro rapporto con il lavoro. Il “fare insieme”, il trovare sinergie solide, il mettere in comune competenze e talenti sono oggi primarie necessità, spesso sottovalutate, per far emergere nuove opportunità occupazionali.