LIM (30 gennaio 2013)

lim

Mercoledì 30 gennaio 2013, negli spazi di Hub si sono esibiti dal vivo i LIM: una band roveretana formata da Gianluca Vettori (laptop), Michele Toffalori (basso, voce) e Francesco Tabarelli (synth, laptop, voce). Una combinazione di sonorità elettroniche-pop con contaminazioni indie e ispirazioni giapponesi, un’alchimia di suoni e immagini animate dall’urgenza di sperimentare. La profonda libertà della loro musica crea uno spazio musicale romantico e convulso e rende ogni performance un evento unico, da scoprire e ascoltare grazie anche alle animazioni di China di Keme che accompagnano il trio durante le loro esibizioni.

http://www.facebook.com/pages/lim/109205555782341
http://www.myspace.com/lim_music
http://chinadikeme.blogspot.it/

 

MOROSE (19 aprile 2013)

morose

Il progetto Morose prende vita in un caldo pomeriggio dell’Agosto ’98, con la registrazione casalinga di una cassetta omonima di lo-fi sgangherato per la neonata etichetta Ouzel Records. Dopo numerosi cd-r e partecipazioni a compilation in Italia e all’estero, nel 2003 arriva il primo disco: “La mia ragazza mi ha lasciato” (Cane Andaluso) che riceve un ottimo riscontro sulla stampa nazionale ( “di una genuinità assoluta e bellezza conturbante [8]” Blow Up, “stilosa canzone d’autore low-fi” Rumore). Il suono del gruppo, inizialmente riconducibile a band come Sebadoh e Black Heart Procession, poi progressivamente più vicino ad atmosfere in stile Labradford, Current 93 e Popol Vuh, si fa sempre più personale, lirico e desolato, passando da “People have ceased to ask me about you” (Suiteside, 2005), e “On the back of each day” (Suiteside, 2006), sino ad arrivare al quarto disco, “La vedova d’un uomo vivo” (Boring Machines, Shyrec, Ribéss e la francese Travelling Music, 2009), che segna il passaggio al cantato in italiano, e le cui influenze più evidenti sono, piuttosto, di matrice letteraria. Negli anni che l’hanno visto alle prese con le bassezze di questo mondo, il gruppo ha affiancato alle registrazioni una discreta attività live, suonando, oltre che in Italia, anche in Francia, Belgio, Lussemburgo ed Inghilterra, e recentemente, con il progetto parallelo Dead Bird Flower, anche nel Nord Ovest degli Stati Uniti, dividendo il palco, tra gli altri, con The Microphones, Sin Ropas, Ant, Azure Ray, Baby Dee, Mi & l’Au e Okkervil River. Nel 2012 è uscito per l’etichetta Under My Bed lo split “Cinque Pezzi Facili“, realizzato insieme alla band Campofame.

https://soundcloud.com/morose-italy
http://www.undermybed.org/morose.html

 

FINNISH CONTACT & LABOULE (17 maggio 2013)

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Venerdì 17 maggio 2013 la rassegna Live at the Hub – No music in the office ha proposto un doppio concerto. Nella prima parte della serata ha preso vita il progetto A finish contact; progetto musicale da cameretta e drone music cinematografica deviata di L. e F., entrambi già in Satan is my brother, tra noise, elettronica, chitarra ed effetti. Successivamente si è svolto il concerto di Laboule (Paolo Novellino). Grazie all’utilizzo di accordature aperte, i brani partono da una concezione modale della musica che genera una base circolare per la forma canzone e improvvisazione. La ricerca di spazi, pause e sospensioni del suono si alterna a piccole rivelazioni che parlano di supposizioni, di colori e dell’arte di arrangiarsi.

https://www.facebook.com/pages/A-Finnish-Contact/366041293484240
https://soundcloud.com/laboule-1

 

LAWRENCE ENGLISH + ALBERTO BOCCARDI (9 ottobre 2013)

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Lawrence English e Alberto Boccardi hanno presentanto il 9 ottobre 2013, negli spazi di The Hub Rovereto il frutto della loro collaborazione: l’album Split-LP 12 da poco uscito con l’etichetta Fratto9 Under the Sky. L’idea dello split nasce dalle sessioni di registrazione che nell’estate 2012 Alberto realizza con il coro di musica classica e contemporanea Antonio Lamotta diretto dal maestro Davide Mainetti. Alberto invia a Lawrence il materiale lasciandogli completa libertà sull’utilizzo. Nel lato A Alberto sviluppa un percorso in 3 movimenti, dove ogni parte è indipendente ma allo stesso tempo vincolata alle altre; la successione delle trame sonore si snoda come inevitabile. Se nella parte centrale l’evocazione del coro si muove in contrasto con le distorsioni all’interno in un lungo crescendo, negli altri momenti la densità degli strumenti acustici (corno francese, contrab¬basso, violoncello, autoharp, voce, sax) e dell’elettronica (analogsynth, effectpedals, chitarra) si uniscono e si intrecciano scaldando il tessuto sonoro in un flusso di attesa, di ossessione e di evo¬cazione. Lawrence English, compositore, media artist e curatore di Brisbane, Australia. Muovendosi sui confini tra diversi territori della ricerca estetica, English nei suoi lavori si concentra sui concetti di ambiente, percezione e memoria. La ricerca di English mostra differenti approcci, dalla live performance all’installazione, alla creazione di opere che riflettono sulle trasformazioni dello spazio e chiamano in causa il pubblico sui processi legati alla sfera della percezione. Nel corso dell’ultimo decennio la ricerca sonora di English ha attraversato un percorso divergente lungo il quale si è concentrata eguale attenzione nei confronti dei linguaggi musicali e verso le fonti ambientali, ponendo in evidenza i rapporti stabiliti tra suono e struttura. Il corpo sonoro di Lawrence English, attraverso una forte carica evocativa, invita l’ascoltatore ad esplorare le proprie impressioni, inevitabilmente contaminate dalle proprie storie ed esperienze personali. Pubblicata da etichette di risonanza mondiale come 12K, Touche Wind Measure, la fitta produzione di English presenta numerose sfaccettature. La rivista WIRE sottolinea come “il suo uso dello spazio e del silenzio sia esemplare”, mentre Signal to Noise descrive il lavoro svolto nell’album GhostTownscome un esempio di “straordinaria musica concreta moderna”. Alberto Boccardi, Nato a Morbegno nel 1980, si è diplomato al Conservatorio di Milano e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano. A partire dai 14 anni ha suonato basso e batteria in gruppi punk e hardcore, partecipando a diversi festival italiani e pubblicando due dischi crossover con i Brainsick. Dal 2005 comincia a sperimentare con l’elettronica, unendola alla calda densità di strumenti acustici e analogici e concentrandosi in particolare sull’attesa, sulla sospensione e sul contrasto tra suono e silenzio. È membrofondatore del progetto anyBetterPlace, le cui performance e installazioni audiovisive sono state presentate all’Edvisk Festival 2009 di Stoccolma e al padiglione danese dellaBiennale di Venezia 2011, nonché selezionate come finaliste al Muv 2010 di Firenze e al NaoPerforming Festival 2010 di Milano. Ha composto musica per spettacoli di danza (Compagnia Cinzia DeLorenzi, Schuko, Le molecole), per videoartisti (Yuri Ancarani, Francesca Amati, Icaro Project), per reading e pièce teatrali (Survival – Siamo Tutti Uno, Compagnia dei Giullalli – Eterefolli). Nel 2011, con Come corpo cade, viene premiato insieme alla compagnia di danza Schuko al concorso NAO i-create11 per la nuova produzione 2011/12. Nel febbraio 2012 pubblica il suo primo album solista per l’etichetta indipendente fratto9 under the sky. Nell’aprile dello stesso anno viene incluso dalla rivista inglese The Wire nella compilation di musica sperimentale The WireTapper 28. Suona con Ben Frost per la prima italiana del concerto Music for SixGuitars. All’attivo numerosi tour in Europa e Nord America. Vive e lavora tra l’Italia e il Kazakistan.

http://en.wikipedia.org/wiki/Lawrence_English
http://lawrenceenglish.com/sound/
www.lawrenceenglish.com
www.room40.org
http://www.albertoboccardi.com/

 

CABEKI (20 novembre 2013)

cabeki

Mercoledì 20 Novembre 2013 The Hub Rovereto ha ospitato Cabeki. Cabeki ha presentato il suo lavoro dal titolo “Una Macchina Celibe”, prodotto da CD TannenRecords/ Audioglobe. “La Macchina Celibe è un essere meccanico inverosimile, delirante, inutile e bizzarro. Un insieme incomprensibile di parti, che segue le sole regole dell’immaginazione, che si auto crea e auto distrugge. La Macchina Celibe produce, nel suo insieme di meccanismi complicati e astrusi, effetti di meraviglia,raffinati e orribili allo stesso tempo. Un organismo meccanico fine a se stesso. È arte e la sua totale negazione.” Cabeki è una macchina musicale assemblata da Andrea Faccioli, chitarrista e compositore veronese. I suoi ingranaggi si muovono fra strumenti convenzionali e non, in una sequenza di ambientazioni sonore, dal Mississippi al Marocco, dal kraut al blues, dalla musica da camera e all’elettronica minimale. Dopo molti concerti in tutta Italia, il 16 febbraio 2013 Cabeki approda a Radio Tre Rai, ospite del programma Piazza Verdi, per un’intervista e un breve concerto. All’età di nove anni ha iniziato a studiare chitarra classica, e dopo sette anni ha continuato autonomamente lo studio dello strumento, avvicinandosi anche allo strumento elettrico e folk. Appassionato di macchinari ed effetti analogici e di strumenti meccanici, alla ricerca di timbriche e suoni, si circonda di strumenti come il banjo, la chitarra lapsteel, cumbus (oud turco), mandriola (mandolino a 12 corde), bouzouki, e strumenti non convenzionali come l’ukelin, l’autoharp e la bellharp (strumenti americani dei primi del ‘900, derivati dal zither e dal salterio). Con tre brani tratti da “Il Montaggio Delle Attrazioni (2011)” e “Una Macchina Celibe (2012)” partecipa alla colonna sonora del documentario del regista Angelo Poli “I Core, My Climbing Family”, il documentario sul climber e pluricampione di boulder Christian Core. Fra i suoi progetti e le sue collaborazioni: Cabeki (TannenRecords), Stefano “Cisco” Bellotti (ex voce dei Modena City Ramblers), Å (die schachtelrecords), Einfalt (El Gallo RojoRecords), Veronica Marchi, Francesco Magnelli e Ginevra Di Marco (CSI, PGR), Julie’sHaircut, XabierIriondo (Afterhours), Andrea Belfi, Tony Conrad, Rhys Chatham (Guitar Trio), Philip Corner, Damo Suzuki (Can), Lecrevisse, Il Generale Inverno ed altri.

http://www.cabeki.com/
https://soundcloud.com/cabeki
www.tannenrecords.com
www.audioglobe.it