MAJIRELLE (20 gennaio 2014)

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Majirelle ha presentato il 20 gennaio 2014, negli spazi di Impact Hub Rovereto il suo primo album Music for Roos, uscito per l’etichetta Fooltribe Concerti E Dischi, storica etichetta indipendente di Tiziano Sgarbi (Bob Corn). “La Fooltribe Concerti E Dischi, si sa, è una miniera inesauribile di talenti musicali e fa centro anche stavolta con una cantautrice giovane e dalla voce disarmante. Dieci anni di attesa per un esordio discografico che lascia una nuova impronta poetica, quella di una ragazza che, armata di voce e chitarra, sa rapirti e portarti con sè nei suoi tormenti, nelle sue gioie, nella sua calma, nella sua confusione. Majirelle racconta di quanto sia differente la sua generazione da quella precedente e dello stato di precarietà e di incertezza in cui oggi versano le ragazze tra i 24 e i 30 anni, senza prospettive di matrimonio o famiglia, le stesse che la cantautrice ha incontrato sulla sua strada e che l’hanno ispirata per la composizione di Music For Roos. Ogni canzone sembra appartenere ad una ragazza diversa, pur attingendo a uno stato d’animo, talvolta angoscioso, che è comune e diffuso negli ultimi anni e questo è uno degli aspetti più interessanti. Il filo conduttore del disco sembra essere l’assenza di equilibrio, causata dal caos e dall’imprevedibilità dei nostri tempi. Majirelle compie un viaggio alla ricerca di sè e in questo disco brilla di luce propria con poche note di chitarra ed una voce delicatissima”. (Musicasotterraneawebzine). “Music for Roos è il caldo non eccessivo, l’abbraccio mai invadente, la
pioggia estiva che non dispiace mai: le note morbidissime declinate in maniera totalmente femminile, e intendo una sorta d’atmosfera klimtiana, le visioni di una donna tra le donne, i racconti di quella metà del cielo che forse, poi, è un po’ più della metà. Una chitarra lieve che passa tra l’amaro e il sole sostiene la voce dolcissima di Majirelle, piena di tutte quelle sfumature da cantautrice narrante, e basta poco per dipingere nuove espressioni sul viso, basta un attimo per innamorarsi di brani come “Trains”, capace di cullare la tristezza rendendo tutto un po’ più leggero: e influenze folk, profumi intensi e sentimenti maturi, lunghi viaggi in cerca di sé.” (Rockit). “Majirelle è Valentina, una giovane musicista ternana trapiantata in Olanda, dotata di un timbro celestiale ed intenso. Ma Majirelle è soprattutto la dimostrazione che, se le canzoni ci sono, una voce e una chitarra efficaci sono più che sufficienti a render loro giustizia”. (Barbara Santi) “Majirelle sono semplicemente io, che scrivo ed immagino tutto e poi suono o da sola o con altri musicisti. E’ un progetto nato nel 2003. Suono da sola dal 2003, ho suonato in giro per l’Italia e nei Paesi Bassi con tanti musicisti, Diana Darby, Xiu Xiu, Patrick Wolf, Coco Rosie, Mirah, The Evens, Howie Gelb, Karate, ed a tanti musicisti italiani, La Quiete, Raein, GI Joe e Bob Corn su tutti. (Valentina, Majirelle)”

https://soundcloud.com/majirelle
http://www.rockit.it/recensione/19653/majirelle-music-for-roos
http://www.youtube.com/watch?v=USFL7t7iujE
http://www.fooltribe.com

 

Of Rivers And Trains + Giovanni Lami (5 gennaio 2014)

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Le performance di Of Rivers and Trains e Giovanni Lami si sono tenute Mercoledì 5 Febbraio 2014, alle ore 21 negli spazi di Impact Hub Rovereto adibiti ad ufficio. “Of Rivers And Trains” è il progetto solista di Glauco Salvo, in cui confluiscono minimalismo, psichedelia, drone music e l’interesse nei confronti di blues primitivo e musica contemporanea. Banjo, zither, ebows e trasduttori sono gli strumenti utilizzati per creare atmosfere delicate e dolcemente ipnotiche, mantra acustici e melodie appena accennate. Il primo lavoro in studio, realizzato con l’aiuto di Simone Marzocchi alla tromba, Matteo Ricci al trombone e registrato da Mattia Coletti, è uscito a novembre 2013 in musicassetta a tiratura limitata ed è disponibile gratuitamente e in copyleft in versione digitale. Giovanni Lami presenterà il suo lavoro “studio ambientale #3″. Il progetto è una tessitura sonora sviluppata a dinamiche ridottissime attraverso l’uso di trasduttori, speakers diffusi nello spazio e acufeni. L’approfondimento dello studio crea una variabilità data da elementi sonori che possono cambiare ma non influenzano l’intenzione, rimanendo inalterato l’approccio al materiale sonoro utilizzato. Giovanni Lami (1978) è un field recordist e musicista che lavora all’interno del soundscape, della ricerca elettroacustica e della sound-ecology. Laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari all’Ateneo di Bologna ed in Fotografia allo IED, l’approccio verso la materia sonora è lo stesso messo in pratica nel passato in campo fotografico, utilizzando ora principalmente registrazioni ambientali e segnali processati in tempo reale; l’universo infinito di suoni che ogni giorno ci circonda e la loro manipolazione è la base del suo modus operandi, affiancato allo studio delle superfici risonanti sul campo e alla ricerca multispeaker. Nel 2011 entra a far parte di AIPS (Archivio Italiano Paesaggi Sonori). Con i suoi diversi progetti ha suonato tra gli altri al: Conservatorio B. Maderna (Cesena), Mu.Vi.Ment.S. Festival 2010 (Itri), Fondazione Giorgio Cini (Venezia), Kernel Festival (Desio), Tagofest VI (Massa), Flussi 2011 (Avellino), Rogatka (Tel Aviv), Barbur Gallery (Gerusalemme), the Zimmer (Tel Aviv), TPO (Bologna), Kreuzberg Pavillon (Berlino), Ravenna Festival (Ravenna), Teatro Fondamenta Nuove (Venezia), Knot Gallery (Atene), Les Yper Yper (Salonicco), The Bee’s Mouth (Brighton), cafeOTO (Londra), Teatro Moderno (Agliana).

http://ofriversandtrains.bandcamp.com/album/of-rivers-and-trains
https://soundcloud.com/giovannilami

 

NICOLA RATTI (20 marzo 2014)

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La serata di Giovedì 20 Marzo ha visto come protagonista Nicola Ratti, che si è esibito a partire dalle ore 21 in un live set appositamente formulato per l’occasione. L’artista ha presentato il suo ultimo progetto dal titolo “Ossario (Volume I and II)”. Attraverso l’utilizzo di suoni generati da sintetizzatori modulari, nastri e campionamenti Ossario si compone di dieci brani – in due volumi – distinti tra di loro e autonomi caratterizzati da scelte compositive più radicali delle precedenti prove discografiche. L’intento è costruire degli scheletri musicali che per scelta rifiutano di vestirsi di carne e tessuti ma che piuttosto cercano di ridurre al minimo ciò che non è ossatura. Questa doppia uscita rappresenta la fine di un percorso iniziato con 220 Tones e proseguito con Streengs attraverso una ricerca ritmico/melodica strutturata attorno all’utilizzo di suoni definiti e puntuali come materiale sonoro principale, prima come elemento ritmico poi come impulso elettronico da trasdurre e ora come elemento musicale autonomo. Suoni semplici come impulsi elettrici e saturazioni da nastro magnetico sono accostati ad elementi sonori appartenenti una grammatica techno spostando l’asse di attenzione in una posizione eccentrica rispetto ad un centro facilmente definibile. Nicola Ratti è tra gli artisti invitati al Festival Presences Electronique INA GRM 2014, Parigi. Nato a Milano nel 1978, ha iniziato la sua carriera musicale come chitarrista. Ultimamente il suo approccio è più focalizzato sulla sperimentazione analogica e installazioni sonore. Affianca la sua carriera solista a collaborazioni con Giuseppe Ielasi con il quale ha formato il progetto dal titolo Bellows, Attila Faravelli come Faravelliratti e ~Tilde, un trio con Enrico Malatesta e Attila Faravelli. Dal 2007 al 2013 ha militato come chitarrista nella desertica soundtrack-band Ronin. Si è esibito dal vivo in Europa e Nord America, e i suoi album sono stati pubblicati da Anticipate, Preservation, Die Schachtel, Entr’acte, Senufo Editions, Megaplomb, Musica Moderna, BoringMachines, Coriolis Sounds, Zymogen. Il suo ultimo lavoro Ossario Vol.1 e 2 è prodotto da HolidaysRecords.

http://www.nicolaratti.com
https://soundcloud.com/nicola-ratti
http://nicolaratti.bandcamp.com

JACKIE-O MOTHERFUCKER (29 aprile 2014)

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La serata di Martedì 29 Aprile ha visto come protagonisti gli americani Jackie-O Motherfucker che si sono esibiti in concerto a partire dalle ore 21. La storia di Jackie-O Motherfucker inizia con Tom Greenwood nel 1994 a Portland, Oregon. Da allora sono trascorsi vent’anni, durante i quali si sono avvicendati più di 35 tra membri e collaboratori, sei “traslochi” in altrettante città, 15 etichette (tra cui Cranky, Ecstatic Peace, Important Records, ATP) e più di 1000 concerti. Ora Jackie-O Motherfucker si sono stabiliti a San Francisco e la nuova formazione vede, tra gli altri, Jeffrey Alexander degli indimenticabili Black Forest/Black Sea. Jackie-O Motherfucker è sì American Folk Music, ma anche psichedelica, drone, free jazz, space rock e un sacco di altre cose. Soprattutto, una straordinaria dimensione performativa.

THREELAKES (22 ottobre)

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Cantautore folk, Luca Righi, in arte Threelakes maestro nell’arte del folk di matrice americana, forte di immaginifiche suggestioni cinematiche, sottolineate dalle pennellate timbriche di strumenti propri della tradizione folk statunitense.

 

SEQUOYAH TIGER & BLACK LAGOON (13 novembre)

no music in the office

 

 

 

 

 

 

Sequoyah Tiger è il progetto solista di Leila Gharib, fondatrice del gruppo indie rock Bikini the Cat e del gruppo di performing arts Barokthegreat. Si concentra sull’esplorazione della tensione vocale che domina la composizione e si arrischia lontano dalla terra ferma. È una domanda sul tempo della forma canzone, dove sillabe e parole si allungano fino a mollare la presa. (vocal/psych-pop/indietronica)

Black Lagoon è il progetto Krautronico di un componente degli Hell Demonio. Psichedelia e ipnotismo sono alla base delle improvvisate sequenze che compongono questo rituale per niente magico.

 

BRACE (14 dicembre)

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Brace è il progetto di Davide Rastelli, fondatore di Tafuzzy Records, autore e voce dei Mr.Brace con cui ha pubblicato un ep nel 2003 ed un disco nel 2006. Davide nella vita insegna matematica, è professore presso un istituto superiore e da anni ha lasciato la sua Riccione per Bologna.C’è il rock’n’roll, il grunge, ci sono gli anni ’90 e suo malgrado c’è pure il pop, la canzone della riviera romagnola, echi di balera, il suono lo-fi di una musicassetta, il mare.