Se il riciclo, in generale, è una buona abitudine, che fa bene all’ambiente, per alcuni questa pratica è diventata un vero e proprio lavoro.

L’attenzione per l’ambiente è diventata ormai motivo conduttore per numerosi brand che fondano la loro attività creativa nel riciclo e che realizzano intere collezioni di oggetti facendo uso di materiali che altrimenti sarebbero gettati via.

Riciclare significa tras-formare gli scarti in materiali ri-utilizzabili, impiegare di nuovo. Recuperare materiali di scarto con ingegno e creatività per dare nuova funzionalità all’oggetto. Ridare vita a qualcosa, che è già stato utilizzato, in chiave inedita dandogli un nuovo utilizzo.

Oggi c’è chi utilizza materiali di riciclo e recupero lavorati secondo criteri di eco-compatibilità nella volontà di ridurre l’impatto sull’ambiente, chi crea accessori moda utilizzando le camere d’aria, chi trasforma cose da buttare in arredo e oggetti di design.

Tra questi alcuni riescono a sorprendere e a dare valore artistico all’oggetto riciclato e a fare di quest’arte un vero e proprio mestiere. Un lavoro che fa anche del bene al nostro pianeta perché lo preserva dall’accumulo di nuovi rifiuti.

Proprio per valorizzare queste realtà che si occupano di riuso artistico Impact Hub e la Comunità della Val di Non organizzano
Custodi di metamorfosi,
dall’idea del riuso al progetto d’impresa.
La mostra, che si potrà visitare a Cavareno (TN), nella sala dell’ex Chiesa in piazza, dal 22 maggio al 7 giugno raccoglierà oggetti realizzati da una decine di imprese provenienti da tutta Italia.

L’esposizione ospiterà una borsa fatta con scarti di pelle per la realizzazione di poltrone di Giovanna Giuliani (Perugia), quella realizzata con reti da pesca e sacchetti di plastica di Smateria (Trentino-Cambogia) e anche una borsa realizzata con la carta da parati da Volverup (Rovereto).

Da Barletta arriva l’orologio costruito da un disco di vinile di Scartoff, da Milano la sedia di Controprogetto. È prodotta a Carpi la poltrona di design che contiene vecchi vestiti e altre cose da buttare di Essent’ial.

In mostra ci sarà l’agenda in pelle, creata con scarti aziendali recuperata da AleDima Studio in collaborazione con Cooperativa Samuele, i gioielli in carta della calabro-milanese Cartalana, gli occhiali da sole ricavati da tavole da snowbord di Uptitude (due ragazzi, tra cui un trentino di Malè che producono in Autria). Da Foligno e Vicenza arrivano i fondatori di Cinquepiùdue (Bevagna) che hanno ridato vita alle vecchie lampadine creando heureka, la lampada da passeggio.

Ecco le aziende che avranno uno dei loro prodotti esposto in mostra:

Controprogetto
Il laboratorio Controprogetto nasce nel 2003 a Milano. Controprogetto è un laboratorio di
progettazione e sperimentazione prevalentemente con materiali di recupero.
Grazie all’esperienza sociale partecipata all’interno della Stecca degli Artigiani di Milano e del suo network di competenze, alcuni membri di Controprogetto, dopo la formazione accademica del Politecnico di Milano, hanno iniziato la loro attività professionale continuando a mantenere un pensiero critico e progettuale sul mondo alla ricerca di percorsi innovativi ed alternativi in ogni ambito progettuale.
Controprogetto lavora con materiali di recupero, promuove la cultura del fare, organizza laboratori di progettazione partecipata per spazi pubblici.
Controprogetto è: Valeria Cifarelli, Matteo Prudenziati, Davide Rampanelli, Alessia Zema.
Volverup
Volverup è una start-up radical green nata dentro l’ambito di Progetto Manifattura, hub dell’economia sostenibile trentina. E’ stata creata da Melina Benetton e Nicolas Dorosz, architetto e artista argentini con l’obiettivo di dimostrare che fare la cosa giusta è possibile e che la strada in salita porta sempre alla soddisfazione più grande.

Volverup ha fatto la scelta di disegnare oggetti recuperando il più possibile materiali, in particolare materiale di scarto delle aziende locali, privilegiando la qualità. Ed hanno scoperto depositi di tessuti dimenticati, stanzoni pieni di materiali fantastici fuori produzione, invenduti, scarti. Con questo materiale di qualità hanno creato borse e accessori progettando ogni particolare senza scendere a compromessi, tornando indietro ogni qualvolta il risultato non fosse totalmente soddisfacente. Nella produzione di queste opere hanno scelto di coinvolgere persone, non macchine, in questo modo ogni particolare viene realizzato a mano, ogni scelta accuratamente definita da una persona fiera del lavoro che fa, coinvolta in un progetto dove il risultato è merito di tutti.
Uptitude
Uptitude trasforma tavole da snowboard e sci in occhiali da sole. Ogni pezzo prodotto è diverso dagli altri rendendo ciascuna montatura unica e irripetibile. Ridare vita ad un materiale di scarto è l’idea centrale del progetto, ed è così che vecchi snowboard e sci, spesso abbandonati in qualche cantina riprendono vita diventando occhiali da sole di design.
Uptitude nasce da un'idea di Ermanno Zanella, laureato in design alla Libera Università di Bolzano, che come argomento di tesi affronta la dualità tra artigianale e digitale nel progetto Uptitude. Conclusa la tesi il progetto continua spostandosi in Austria dove entra a farne parte Filippo Irdi, laureatoin scienze giuridiche all’università di Roma 3.
Giovanna Giuliani
Le borse, pochette e accessori realizzati da Giovanna Giuliani sono composti da scarti della stessa
pelle di alta qualità utilizzata per la celebre poltrona Barcelona di Mies van der Rohe: la sua estrema freschezza e morbidezza è anche riconoscibile dal suo odore caratteristico.
Il progetto nasce in antitesi alla moderna omologazione riproponendo il sapore delle antiche sartorie dove ogni progetto è speciale; il cliente può scegliere tra le proposte o commissionare la propria borsa personalizzata, lasciandosi ispirare dai lavori precedentemente creati.
La possibilità di personalizzare è un importante caratteristica del lavoro fatto in modo artigianale, che cerca, oltre la qualità, il fascino di indossare un accessorio creato totalmente da scarti che vengono trasformati in arte.
Ogni oggetto è contraddistinto inoltre da un proprio NUMERO, impresso a mano sulla parte
frontale, che ne esalta discretamente la particolarità.
Il numero infatti è divenuto spontaneamente una sorta di cifra visiva di riconoscimento,
sostituendo di fatto l’idea di marchio.
Cartalana
…carta come ri-uso / lana come fuso a mano, uno strumento utilizzato sin dalla preistoria per trasformare la lana e altre fibre in filato. Dalla combinazione di questi due elementi di origine antichissima nasce la lana di carta utilizzata per dar vita a gioielli unici, ecologici e dal design moderno. Il filo è realizzato con giornali quotidiani, volantini pubblicitari, posta in cassetta e qualsiasi altro tipo di carta a bassa grammatura e scarsa porosità. I gioielli sono interamente fatti a mano all’interno di un laboratorio artigianale senza l’ausilio di imprese esterne né di macchinari.
Cartalana sostituisce alla preziosità dei metalli nobili e delle gemme il valore etico delle creazioni e la novità nello stile suggerendo nuovi percorsi per salvaguardare l’ambiente e dare nuovo valore alla tradizione artigiana. Il progetto nasce nell’ottobre 2012 nei pressi dei colli bolognesi da un’idea di Marcella Stilo. Calabrese di nascita, romana d'adozione, da circa un anno trapiantata a Milano per inseguire il suo piccolo sogno fatto di carta.
Smateria
Smateria produce in Cambogia borse e accessori di moda utilizzando materiali poveri o riciclati: rete da pesca, buste di plastica, scampoli industriali di tessuti e di pelle. Le creazioni di Smateria nascono dalla fusione tra design italiano e arte della manifattura cambogiana.
Smateria è un’impresa sociale e reinveste ogni anno una gran parte dei propri profitti a beneficio dei propri dipendenti e della crescita del proprio team.
Dal 2006 ad oggi, Smateria è diventata un’azienda di oltre 100 dipendenti e i suoi prodotti sono apprezzati in tutto il mondo per la loro originalità e per la loro qualità.
AleDima Studio
Il designer trentino Alessandro Dimauro, laureato in ingegneria dei materiali, ha fondato nel 2013 AleDima Studio per il product design, con particolare attenzione al riciclo dei materiali ed alla sostenibilità sociale del ciclo produttivo.
I ngegnere dei materiali, ha lavorato nel campo della ricerca e sviluppo dei materiali in aziende del settore edilizio, architettonico e del design di arredamento in Italia, Inghilterra, Olanda e Francia. Nell’attività di designer è evidente l’esperienza di collaborazione con studi di design olandesi, molto sensibili al recupero di oggetti ed al riciclo di materiali nel settore del furniture e interior design.
AleDima Studio è insediato come Startup Green nell’incubatore ProgettoManifattura della
Provincia d i Trento, ed è membro di Impact Hub.
L’attività di AleDima Studio consiste nel product design, basato sull’utilizzo di materiali ed
oggetti di recupero, e nella loro realizzazione tramite collaborazioni con laboratori di
inserimento lavorativo di Coop Sociali AleDima Studio e Coop Samuele hanno sviluppato in
collaborazione la Linea Green di prodotti, tra cui le agende realizzate recuperando materiali da aziende e fine magazzino.
Essent'ial
Essent’ial è un'innovativa ed elegante collezione di accessori prodotta e distribuito da A.G.C., società che dal 1999 fonda la propria capacità creativa e innovativa nel mondo della stampa di supporti estremi come tele e materiali non convenzionali. In linea con la propria educazione, sostiene i temi della tutela ambientale portandoli concretamente nella pratica produttiva.
La linearità dei prodotti Essent’ial li rende complemento indispensabile per la casa, l’ufficio ed il tempo libero. In modo complementare Essent’ial unisce moda, funzionalità ed essenzialità.
L’elemento caratterizzante della linea è un tocco pulito e sobrio, frutto di un rigoroso processo di lavorazione che grazie all’esperienza ed alla passione per il prodotto garantiscono un’attenzione particolare ai dettagli.
Tutto questo supportato dall’utilizzo di materiali e tecniche eco-compatibili e da una produzione completamente Made in Italy.
Cinquepiùdue
Cinque sono le dita di una mano. Due le teste. Cinquepiùdue è anche un modo di vedere il sette.
Sette come i cieli, i colori dell’arcobaleno, le lune nuove, i giorni della settimana, i vizi e le virtù, le possibili orbite degli elettroni attorno al nucleo.
Cinquepiùdue è un laboratorio itinerante di scultura del pensiero che trova la sua verità nel raggiungere il nucleo delle cose attraversando i materiali, la loro natura e le sensazioni che si scambiano nella conoscenza.
Illuminare le idee. Scoprire il sogno, il lampo vitale che sorprende.
Cinquepiùdue è l’incontro di Leonardo Bastianelli e Giulia Filippi.
Leonardo nasce a Foligno e fin dall’infanzia si diletta a smontare oggetti per capirne l’anatomia e sperimentare materiali e possibilità. È un artigiano con una particolare attenzione e abilità per la lavorazione del legno e la scultura della luce.
Giulia Filippi nasce a Vicenza e fin dall’infanzia è attratta dalla natura delle cose e dalle forme che abitano. È laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia e persegue la ricerca in ogni forma. Collabora dal 2007 con la Collezione Peggy Guggenheim.
Scartoff
ScartOff è un progetto ambizioso dal nome semplice, attivo a Barletta (BT) e vincitore del bando Principi Attivi 2012 della Regione Puglia. Trae spunto dal recupero delle tradizioni delle antiche botteghe di arte e mestieri attualizzate e rivisitate in un nuovo e innovativo concetto di produzione, basato sul recupero e sul
riuso creativo dei materiali.
ScartOff è una eco bottega artigianale che unisce, quindi, la tradizione dell’artigianato alla filo-
sofia del riuso e del riciclo, senza dimenticare originalità e creatività. La bottega focalizza il suo
lavoro sul recupero di scarti di vario genere, carta, plastica, legno, alluminio, tessuti, trasforman-
doli in nuovi e “unici” oggetti di design, accessori moda, allestimenti, gadget.
ScartOff, nascendo dalla forte passione per l’artigianato e per i lavori manuali, nonché dalla spic-
cata etica ambientale e rispetto per la conservazione dell’ambiente, è anche formazione e infor-
mazione.
Dall’idea di giovani pugliesi – Michelina Rociola, artigiana laureata in Scenografia con master in
Ecodesign, e Antonella Semeraro, artigiana laureata in Editoria, Giornalismo e Comunicazione
Multimediale – prende forma il sogno, di fare e diffondere la cultura delle tematiche ambientali,
dei principi di riduzione dei rifiuti, di riciclo e riuso. Oltre alla progettazione e realizzazione degli
articoli, ScartOff porta avanti azioni di formazione e didattica nelle scuole e nelle strade, con se-
minari, laboratori e incontri pubblici dedicati, in cui il sapere e il saper fare si incontrano, dando
vita a esperienze di ricreazione e formazione.