Nel colloquio di prima conoscenza il dialogo con il mentor è volta a esplicare:

(a) l’idea imprenditoriale e l’imprenditore:

  • innovazione, motivazione e fattibilità;
  • attitudini psicologiche, capacità manageriali;
  • know how posseduto e richiesto: il know how gap.

(b) il progetto d’impresa (o l’impresa già costituita) tramite:

  • il sistema prodotto (che cosa produrre/erogare/vendere?);
  • il segmento di mercato (a chi vendere?);
  • la struttura aziendale (come produrre e vendere?);
  • la politica di comunicazione (quale immagine di sé veicolare?);
  • la politica di finanziamento (come finanziare l’idea?)

(c) quanto vale una start-up?

  • che cos’è una start-up?
  • il ciclo di vita di una start-up e relativo fabbisogno: pre-seed, seed, start-up early growth e sustained growth;
  • qual è il valore approssimativo della tua idea?

 

Output e strumenti. La finalità della prima tappa è la conoscenza reciproca, una maggiore consapevolezza da parte dell’aspirante imprenditore (o dell’imprenditore sull’attualità della propria realtà) e un quadro di massima dell’idea o dello stato dell’attività imprenditoriale. Gli strumenti utilizzati sono, oltre al dialogo, la somministrazione di brevi test e la discussione sul risultato degli stessi. Il mentor può fornire a sua volta bibliografia, materiale da approfondire etc. L’output di questo primo passo è la formulazione da parte del mentor del percorso più idoneo, e relativo preventivo, da applicare all’idea o realtà…