Come evolve un’organizzazione: il caso di ZeLIG

Dopo oltre trent’anni di attività, ZeLIG ha scelto di dedicare del tempo a ripensare il proprio assetto interno. Non per cambiare ciò che funzionava, ma per rafforzare una governance condivisa e aprire nuove prospettive di crescita. L’esperienza realizzata insieme a Impact Hub Trento racconta come affrontare una fase di cambiamento facendo leva sulle competenze e sulle persone che già fanno parte di una realtà consolidata.

 

 

 

Con sede a Bolzano, ZeLIG è un centro internazionale di formazione e ricerca dedicato al cinema documentario, alla televisione e ai nuovi media. Da oltre trent’anni forma professionisti e professioniste dell’audiovisivo attraverso il Corso di Formazione Professionale Triennale di Cinema Documentario e programmi internazionali come ESoDoc – European Social Documentary, dedicato allo sviluppo di progetti documentaristici e crossmediali a impatto sociale.

 

Il passaggio di testimone nella direzione della cooperativa ha rappresentato per ZeLIG l’occasione per ripensare il proprio modello di governance, con l’obiettivo di costruire un’organizzazione ancora più partecipata e rafforzare il ruolo di socie e soci nei processi decisionali.

 

Per affrontare questa nuova fase, la cooperativa si è affidata a Impact Hub Trento.

 

A raccontarci il lavoro svolto è Luca Guandalini, Advisor di Impact Hub Trento, consulente e formatore che da anni collabora con imprese, cooperative, organizzazioni del Terzo Settore ed enti pubblici sui temi dello sviluppo organizzativo, delle nuove economie, dell’impresa sostenibile e della collaborazione tra realtà profit e non profit.

Da dove è iniziato il lavoro

«All’inizio pensavamo di concentrarci soprattutto su business plan e budget», racconta Guandalini. «Confrontandoci con la cooperativa abbiamo però capito che era più utile partire da un’altra domanda: quanto erano realmente condivise la visione e le priorità dell’organizzazione?»

 

Per questo il primo passo non è stato costruire nuovi strumenti di pianificazione, ma fotografare la situazione esistente.

 

Attraverso interviste ai soci e momenti di confronto è stato possibile comprendere quanto mission e vision fossero condivise, raccogliere aspettative diverse e mettere a fuoco gli elementi che definiscono l’identità di ZeLIG.

 

Da questo lavoro sono nate una SWOT Analysis e una Carta dei Valori, oggi a disposizione della cooperativa per essere utilizzate come riferimento comune nelle scelte.

 

Invece di seguire un programma rigido, il lavoro si è adattato ai tempi del gruppo, permettendo alle persone di comprendere e sperimentare ogni metodologia prima di passare alla successiva.

«Gli strumenti funzionano quando arrivano nel momento giusto. Prima di proporli bisogna capire di cosa ha davvero bisogno un’organizzazione.»

Costruire il futuro partendo da ciò che già funziona

Una volta consolidata una visione comune, il confronto si è spostato sul modello di business.

 

Il Business Model Canvas ha permesso di rileggere in modo organico le attività della cooperativa, dal Corso di Formazione Professionale Triennale di Cinema Documentario a ESoDoc – European Social Documentary, evidenziando non solo ciò che già genera valore, ma anche le competenze su cui costruire nuovi sviluppi.

 

In questa riflessione si è inserito anche un cambiamento del contesto in cui opera ZeLIG. La conclusione di un importante ciclo di finanziamento europeo ha offerto l’occasione per interrogarsi su come ampliare ulteriormente la propria offerta, facendo leva sull’esperienza maturata in oltre trent’anni di attività.

 

L’analisi ha portato a esplorare una nuova possibilità: mettere le competenze sviluppate da ZeLIG nella narrazione audiovisiva e nella progettazione di percorsi formativi al servizio di un pubblico diverso da quello tradizionale.

 

L’attenzione si è concentrata su ricercatrici, ricercatori e centri di ricerca interessati a rafforzare la propria capacità di comunicare e disseminare i risultati della ricerca verso un pubblico non specialistico.

 

Per valutare questa opportunità è stato utilizzato il Value Proposition Canvas, che ha aiutato il gruppo a mettere in relazione i bisogni di questo nuovo target con l’esperienza maturata dalla cooperativa. L’ipotesi è stata poi verificata attraverso una Test Card, raccogliendo i primi riscontri prima di sviluppare una nuova proposta formativa.

 

Il lavoro si è completato con un approfondimento dedicato ad alcuni strumenti utili per tradurre queste riflessioni in scelte operative: dalla costruzione del business plan all’analisi di mercato e alla segmentazione della clientela, fino ad alcuni principi di controllo di gestione. Competenze che si sono rivelate preziose sia per valutare la nuova proposta sia per rafforzare gli strumenti di pianificazione della cooperativa.

 

Anche in questa fase il lavoro è rimasto molto concreto. Grazie alla rete di relazioni di Impact Hub Trento è stato possibile organizzare un primo incontro con un potenziale cliente, ottenendo una conferma dell’interesse verso questa proposta e trasformando un’ipotesi in un primo confronto con il mercato.

Dalla teoria alla pratica

Se c’è un aspetto che ZeLIG ha riconosciuto come particolarmente significativo è il taglio pratico del lavoro svolto insieme a Impact Hub Trento.

 

L’obiettivo non era trasferire modelli teorici, ma fornire metodi semplici e flessibili, utilizzabili fin da subito nella gestione della cooperativa. Ogni attività è stata costruita a partire dalle esigenze emerse durante il confronto, alternando momenti di formazione a occasioni di applicazione immediata.

 

Un valore riconosciuto anche nel rapporto con Luca Guandalini, che ha aiutato il gruppo a leggere le diverse situazioni con uno sguardo esterno senza perdere di vista le caratteristiche specifiche della cooperativa.

 

Tra gli elementi più apprezzati c’è stata anche la possibilità di confrontarsi con la rete di Impact Hub Trento, che ha favorito nuove connessioni e contribuito a verificare rapidamente alcune delle ipotesi sviluppate durante il lavoro.

 

Il risultato è andato nella direzione che ZeLIG si era posta fin dall’inizio: acquisire un metodo condiviso per affrontare le decisioni strategiche, leggere con maggiore chiarezza la propria realtà e sviluppare nuove progettualità partendo dalle competenze già presenti.

Uno sguardo oltre il caso ZeLIG

Ogni organizzazione affronta momenti in cui è utile fermarsi per rileggere il proprio modo di lavorare, chiarire le priorità e verificare se gli strumenti utilizzati sono ancora adeguati agli obiettivi.

L’esperienza di ZeLIG dimostra che questo processo non richiede soluzioni standard, ma un metodo capace di adattarsi al contesto, coinvolgere le persone e trasformare il confronto in decisioni concrete.

 

È l’approccio con cui Impact Hub Trento lavora al fianco di imprese, cooperative, organizzazioni del Terzo Settore ed enti pubblici: partire da ciò che esiste già, fare emergere competenze e potenzialità spesso non ancora espresse e costruire, insieme, le condizioni per affrontare le sfide future con maggiore consapevolezza.

Vuoi confrontarti con noi?

Se la tua organizzazione sta attraversando un passaggio importante, desidera sviluppare nuovi servizi o vuole dedicare del tempo a ripensare il proprio modello organizzativo, puoi scrivere a [email protected].

 

Raccontaci brevemente chi siete, quali obiettivi vorreste raggiungere e quali sfide state affrontando. Una prima call conoscitiva sarà l’occasione per capire insieme come impostare un lavoro realmente utile alla vostra organizzazione.

«È il momento in cui percepisco davvero il valore di appartenere a una rete internazionale. In pochi giorni hai la possibilità di confrontarti con realtà molto diverse tra loro: da Hub geograficamente vicini come Innsbruck o Monaco fino a realtà lontane come Kathmandu o Phnom Penh. Cambiano i contesti, ma spesso le sfide sono sorprendentemente simili. Il Gathering permette di scambiare idee, condividere strumenti e immaginare collaborazioni che difficilmente nascerebbero restando all'interno del proprio ecosistema locale. Ogni volta torno a Trento con nuove relazioni e con la sensazione di avere una prospettiva più ampia su ciò che stiamo costruendo.»

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