Da Sintra a Trento: idee e opportunità dal Gathering 2026 di Impact Hub Network

Ogni anno il Gathering di Impact Hub Network riunisce persone provenienti da tutto il mondo che condividono una stessa missione: generare impatto positivo nei territori attraverso imprenditorialità, innovazione e community. L’edizione 2026 si è svolta a Sintra, in Portogallo, e ha rappresentato un’occasione per confrontarsi con esperienze, progetti e visioni provenienti da oltre 130 Impact Hub attivi nel mondo.

 

Ne abbiamo parlato con Paolo Campagnano, CEO di Impact Hub Trento, appena rientrato da tre giornate dense di incontri e nuove prospettive.

Cosa significa partecipare al Gathering di Impact Hub Network?

«Partecipare al Gathering mi restituisce ogni volta la percezione concreta di cosa significhi far parte di un network internazionale. Non si tratta solo di appartenere a una rete globale, ma di entrare in relazione con persone e organizzazioni che affrontano sfide simili alle nostre in contesti molto diversi.

 

In pochi giorni puoi confrontarti con realtà vicine, come Innsbruck o Monaco, ma anche con Hub dall’altra parte del mondo. E spesso scopri che, pur partendo da condizioni differenti, le domande sono le stesse: come sostenere l’innovazione, come rafforzare le comunità locali, come generare impatto duraturo.»

Le cose che ti hanno colpito di più?

«La prima è la natura stessa di Impact Hub Network. È una rete diffusa e profondamente “glo-cal”: oltre 130 organizzazioni indipendenti che lavorano per creare impatto locale condividendo una visione globale. In un periodo storico segnato da polarizzazione e chiusure, vedere così tante realtà collaborare e scambiarsi opportunità, conoscenze e buone pratiche è qualcosa di raro e prezioso.

 

La seconda è la nascita di un nuovo Impact Hub ad Aleppo, in Siria. Dietro questo progetto c’è la volontà di contribuire alla ricostruzione del tessuto sociale, urbano ed economico della città. Non si tratta semplicemente di aprire uno spazio di coworking, ma di creare opportunità per imprenditori, professionisti e organizzazioni, favorendo connessioni tra Aleppo e il resto del mondo.

 

La terza riguarda il ruolo stesso di Impact Hub. Il nostro valore non sta nell’essere un centro di ricerca o un acceleratore tradizionale, ma nell’attivare connessioni tra persone, imprese, startup, enti pubblici, investitori e organizzazioni della società civile. Creare ponti è al centro della nostra attività.»

Hai visto progetti che potrebbero essere utili anche per il Trentino?

«Sì, diversi. Uno dei casi più interessanti arriva da Amsterdam, dove è stato sviluppato un programma di innovation matching che mette in relazione PMI e startup capaci di offrire soluzioni innovative in ambito ESG. Oltre al programma, mi ha colpito la capacità di monitorarne gli effetti nel tempo attraverso cinque anni di casi studio e risultati misurabili.

 

Un altro esempio arriva da Madrid, dove è stato realizzato un sistema di Impact Ecosystem Mapping basato su dati pubblici. Attraverso una serie di indicatori riescono a individuare punti di forza e fragilità dei territori e a costruire progettualità condivise con amministrazioni pubbliche, imprese e organizzazioni locali.

Sono esempi che mostrano come dati, innovazione e collaborazione possano diventare strumenti concreti di sviluppo.»

Quali esperienze sviluppate da Impact Hub Trento potrebbero essere interessanti per altri Hub?

«Credo che il primo contributo sia l’esperienza maturata nei territori periferici e nei piccoli centri urbani. Da oltre quindici anni lavoriamo su modelli di prossimità, rigenerazione territoriale e spazi condivisi fuori dai grandi centri. Un esempio concreto? Novella CLHUB a Cagnò in Val di Non, che da poco ha “compiuto” un anno di attività. Il nostro è un patrimonio di conoscenze che può essere utile a molti territori che oggi affrontano problemi di spopolamento o di accesso limitato a servizi e opportunità professionali.

 

La seconda è il rapporto costruito con il tessuto economico tradizionale. Molti ecosistemi dell’innovazione dialogano prevalentemente con startup e imprese ad alta crescita. Noi abbiamo scelto di lavorare anche con le PMI, accompagnandole nei percorsi di innovazione e sostenibilità.

L’esperienza di Impactness, infatti, ci conferma ogni giorno che gli aspetti ESG non sono più una nicchia, ma una sensibilità sempre più diffusa. La vera sfida è aiutare le imprese a tradurre questi temi in strategie concrete e modelli di business capaci di generare valore nel lungo periodo.

 

Infine, credo che l’Italia abbia sviluppato una particolare capacità di collaborazione tra Terzo Settore, organizzazioni non profit, enti pubblici e imprese. Questa contaminazione tra mondi diversi rappresenta un patrimonio che potrebbe offrire spunti interessanti a molte realtà internazionali.»

E cosa vorresti portare dal mondo a Trento?

«Prima di tutto la capacità di immaginare progetti di scala maggiore.

Mi ha colpito Impacta Mais, in Brasile: un appuntamento nazionale che per tre giorni riunisce imprese, investitori, organizzazioni e istituzioni attive nell’impact economy. È un esempio di come si possa costruire un ecosistema capace di mobilitare attori diversi attorno a obiettivi comuni.

 

Allo stesso tempo, mi interessa molto il modo in cui alcuni Hub stanno ripensando il ruolo degli spazi.Stoccolma il coworking è diventato soprattutto un luogo di incontro per professionisti e imprenditori che vogliono far crescere le proprie attività attraverso relazioni, scambio di competenze e opportunità di collaborazione. Una visione che mette la community al centro.

 

Infine, torno con la convinzione che sia fondamentale continuare a sperimentare. Impact Hub Cambogia, ad esempio, ha creato un’agenzia di content creator impegnati a sensibilizzare i giovani su temi educativi e sociali attraverso i canali che utilizzano quotidianamente, compresi i social media.

 

È un promemoria importante: per restare rilevanti bisogna mantenere alta la qualità di ciò che si fa e avere il coraggio di esplorare strade nuove.»

Con quale idea torni a Trento?

«Torno con ancora più consapevolezza del valore di una rete globale e con la voglia di trasformare alcuni degli spunti emersi durante il Gathering in opportunità concrete per la nostra community.

 

Mi piacerebbe contribuire a far circolare programmi, strumenti e innovazioni da un Hub all’altro, adattandoli ai diversi contesti. Credo che uno dei grandi punti di forza di Impact Hub Network sia proprio questo: permettere alle idee di viaggiare, crescere e generare impatto in territori diversi.

 

Perché, in fondo, essere parte di una rete globale non significa replicare modelli identici ovunque, ma imparare gli uni dagli altri per costruire risposte migliori alle sfide locali.»

Vuoi conoscere la community di Impact Hub Trento, partecipare ai nostri eventi o scoprire come collaboriamo con imprese, professionisti e organizzazioni locali e internazionali? Passa a trovarci nei nostri spazi! 

«È il momento in cui percepisco davvero il valore di appartenere a una rete internazionale. In pochi giorni hai la possibilità di confrontarti con realtà molto diverse tra loro: da Hub geograficamente vicini come Innsbruck o Monaco fino a realtà lontane come Kathmandu o Phnom Penh. Cambiano i contesti, ma spesso le sfide sono sorprendentemente simili. Il Gathering permette di scambiare idee, condividere strumenti e immaginare collaborazioni che difficilmente nascerebbero restando all'interno del proprio ecosistema locale. Ogni volta torno a Trento con nuove relazioni e con la sensazione di avere una prospettiva più ampia su ciò che stiamo costruendo.»

Iscriviti alla newsletter

Aggiornamenti, approfondimenti, interviste: resta aggiornato su tutto ciò che accade nella nostra community.

Secret Link

Impact in your inbox!

Sign up for our free global membership perks, incredible opportunities and monthly inspiring updates!

Impact in your inbox!

Sign up for our free global membership perks, incredible opportunities and monthly inspiring updates!