L’impresa nata e cresciuta a Impact Hub Trento è stata premiata per una tecnologia che punta a rendere più semplice e sicura l’intubazione nei casi difficili.
Dal 24 agosto al 4 settembre, lo European Forum Alpbach ha riunito in Tirolo rappresentanti delle istituzioni, imprese, ricerca e nuove generazioni per confrontarsi sulle principali sfide europee. Gli Euregio Days, inseriti nel programma del Forum, hanno mostrato come la collaborazione tra Trentino, Alto Adige e Tirolo possa sostenere lo sviluppo di soluzioni condivise.
Nel precedente articolo dedicato alla partecipazione di Impact Hub Trento allo European Forum Alpbach abbiamo raccontato il contributo di Paolo Campagnano, Samir Saddiq e Francesco Stocco: dalla facilitazione del World Café al confronto sull’imprenditorialità a impatto e sugli investimenti necessari per accompagnarla.
Questa volta osserviamo l’evento dal punto di vista di un’impresa partecipante. Fraido è nata e cresciuta negli spazi di Impact Hub Trento ed è arrivata ad Alpbach per presentare la propria tecnologia, confrontarsi con l’ecosistema dell’Euregio e cercare nuove possibilità di sviluppo.
L’edizione 2026 degli Euregio Awards ha ricevuto 105 candidature: 49 da giovani ricercatrici e ricercatori e 56 da aziende del territorio. Fraido ha vinto l’Euregio Innovation Award nella categoria “Concetti e prototipi”, dedicata alle innovazioni imprenditoriali ancora in fase di sviluppo.
Abbiamo intervistato Antonio Maria Vizioli ed Elia Fregonese, co-founder di Fraido, per conoscere il percorso che li ha portati ad Alpbach, il valore del riconoscimento e le prospettive aperte dagli incontri di quei giorni.
Fraido
Fraido S.r.l. è una startup MedTech fondata a Trento nel 2025 da Antonio Maria Vizioli, infermiere con esperienza in Pronto soccorso, ed Elia Fregonese, ingegnere dei materiali e delle nanotecnologie con esperienza nel settore aerospaziale. Sviluppa un tubo orotracheale brevettato a diametro modulabile, pensato per rendere più semplici e sicure le intubazioni difficili e di emergenza.
Nata attraverso Trentino Startup Valley e con sede a Impact Hub Trento, Fraido sta lavorando all’ingegnerizzazione e alla validazione preclinica del dispositivo. Il progetto è stato selezionato anche da I3P del Politecnico di Torino e Switch2Product del Politecnico di Milano. Nel 2026 Antonio ed Elia sono entrati nella lista Forbes Italia Under 30, categoria Science & Healthcare.
Come siete arrivati allo European Forum Alpbach e perché avete scelto di partecipare agli Euregio Innovation Awards?
«Il percorso è stato abbastanza lungo e tortuoso», spiega Antonio. «Siamo partiti dall’idea, siamo passati attraverso l’incubazione e abbiamo scelto soprattutto di continuare a lavorare e rimanere in Trentino. L’opportunità degli Euregio Innovation Awards ci è stata presentata dal team di Impact Hub Trento».
«Abbiamo scelto di iscriverci per la visibilità e per la possibilità di incontrare interlocutori molto interessanti: rappresentanti delle istituzioni europee, giovani partecipanti e startup di diverse nazionalità. Volevamo prendere parte a quello scambio, portare e ricevere valore dall’ecosistema. Il premio ha reso la competizione ancora più interessante, ma il valore maggiore è stato poter stringere mani importanti e creare relazioni che difficilmente avremmo costruito altrove».
Che cosa pensate abbia convinto la giuria del progetto di Fraido?
«Credo sia stata decisiva la composizione del team: siamo giovani, competenti e complementari. Siamo un infermiere e un ingegnere e affrontiamo lo stesso problema dal lato clinico e da quello tecnico», dice Antonio.
«In questa fase il problema va affrontato prima di tutto dal punto di vista tecnico. Senza il prodotto, nella nostra idea, non possiamo andare avanti; solo dopo possiamo costruire strutture capaci di migliorare anche l’approccio economico e finanziario dell’azienda».
«A convincere è stata anche la trasparenza dei contenuti. Abbiamo presentato le prove empiriche e condiviso sia i risultati sia le domande e i problemi ancora da risolvere. Tra i feedback ricevuti c’è stata la percezione della competenza del team: poche informazioni, dette bene».
Quali incontri potrebbero aiutarvi ad affrontare le prossime sfide?
«Non abbiamo trovato una risorsa capace di risolvere direttamente i nostri problemi», racconta Antonio. «Abbiamo però incontrato persone che possono aprirci il proprio network e metterci in contatto con professionisti, aziende o partner industriali con cui collaborare».
«Il nostro è un settore molto specializzato e sono pochi gli interlocutori che possono cambiare davvero il percorso dell’impresa. Ad Alpbach c’erano figure politiche del Trentino, rappresentanti delle regioni europee e persone coinvolte nell’organizzazione del Forum. Hanno reti che possono essere interessanti per noi e possono indirizzarci, per esempio, verso le università e i gruppi di ricerca giusti».
Il riconoscimento comprende anche un sostegno economico. Come verrà utilizzato?
«Il premio ammonta complessivamente a 9.000 euro», precisa Antonio. «Metà entrerà direttamente nelle casse dell’azienda; l’altra metà verrà utilizzata sotto forma di servizi. È ancora tutto da definire, perché questi servizi saranno costruiti intorno alle nostre necessità».
«Durante l’evento non abbiamo avuto un’interazione chiara con potenziali investitori e questo è un aspetto che ci è mancato. Forse avremmo dovuto trascorrere più tempo ad Alpbach, ma siamo rientrati subito per preparare gli incontri delle settimane successive».
«Sarebbe interessante prevedere almeno una prima interlocuzione con investitori del territorio. Si potrebbe immaginare anche un fondo dell’Euregio capace di seguire le aziende in crescita nei diversi round: il premio riconosce la strada già percorsa, mentre un investimento successivo potrebbe aiutarle a proseguire e a rimanere legate al territorio. Per un’impresa significa poter andare avanti, oltre il semplice allungamento di qualche mese della propria runway».
Qual è l’idea più importante che vi portate a casa da Alpbach?
«Rispondo in maniera un po’ da nerd: una delle cose più interessanti che abbiamo trovato ad Alpbach riguarda la regolamentazione europea», dice Elia.
«Sviluppando un dispositivo medico, dobbiamo lavorare in stretta aderenza alle norme europee, a partire dal Medical Device Regulation e dagli standard ISO. Sono aspetti che teniamo sempre presenti e che influenzano profondamente il nostro modo di lavorare».
«Ad Alpbach abbiamo incontrato molte persone che, anche in settori diversi dal nostro, lavorano per influenzare e cambiare queste norme. Un’Europa che vuole innovare e crescere deve essere in grado di evolverle, adattarle e riscriverle in base alle necessità e agli obiettivi dell’industria. Per noi è stato interessante vedere entrambi i lati: da una parte riceviamo le regole e le applichiamo; dall’altra ci sono persone che lavorano per cambiarle».
«Abbiamo parlato, per esempio, con chi si occupa di regolamentazione nel settore dell’energia elettrica e delle infrastrutture di ricarica. Lavoriamo su progetti e obiettivi completamente diversi, eppure condividiamo lo stesso passaggio attraverso le norme europee. Sono una sorta di ingranaggio sempre presente nel retroscena, ed è importante capire come funziona».
Dal riconoscimento ai prossimi passi
La vittoria di Fraido racconta una parte dell’innovazione che cresce in Trentino: competenze diverse si incontrano, le idee vengono messe alla prova e il confronto con reti più ampie apre nuove possibilità.
Il passaggio successivo? Trasformare la visibilità e le relazioni costruite ad Alpbach in collaborazioni utili alla validazione e allo sviluppo del dispositivo. Fraido continuerà a lavorare dalla propria sede a Impact Hub Trento, all’interno di una community in cui imprese e professionisti condividono spazi, competenze ma soprattutto, opportunità.