Dalle filiere del cibo al valore territoriale

Il ruolo dell’economia circolare nelle food policy urbane

Le filiere agroalimentari rappresentano uno degli ambiti più concreti per applicare i principi dell’economia circolare. Il cibo è parte di cicli biologici che i modelli lineari hanno progressivamente interrotto, generando sprechi, inefficienze e dipendenze da risorse esterne.

 

Oggi il tema assume una rilevanza crescente. Le città concentrano domanda alimentare, vulnerabilità sociali e pressione sulle risorse, ma allo stesso tempo offrono infrastrutture, innovazione e capacità di coordinamento. In un contesto segnato dalla crisi climatica e dall’aumento dei costi energetici, ripensare queste dinamiche in chiave rigenerativa diventa una leva strategica per rafforzare la resilienza economica e territoriale.

 

Le food policy urbane si inseriscono in questo scenario come strumenti di governance capaci di integrare produzione, distribuzione e consumo su scala locale. Il cibo non è più solo un bene da distribuire, bensì una leva per la salute pubblica, lo sviluppo locale e l’inclusione sociale. Integrare l’economia circolare significa ridurre gli sprechi, contenere le dipendenze esterne e migliorare l’accesso a prodotti di qualità.

Un quadro normativo in evoluzione

A livello europeo, il quadro normativo spinge con decisione verso sistemi alimentari più sostenibili. Le strategie sull’economia circolare, insieme alle direttive su rifiuti, packaging e riduzione delle eccedenze, definiscono obiettivi sempre più stringenti lungo l’intera catena del valore.

 

Le food policy urbane traducono questi indirizzi in azioni concrete, mettendo a sistema politiche europee, nazionali e locali. Ne deriva un contesto più chiaro per le imprese, che possono orientare investimenti e modelli operativi in una prospettiva di lungo periodo.

Dalla teoria alla pratica: applicazioni lungo la filiera

L’approccio circolare nel sistema agroalimentare si traduce in interventi concreti lungo tutta la catena del valore.

A monte, l’approvvigionamento può privilegiare produzioni locali e pratiche rigenerative, riducendo trasporti e dipendenza da input esterni. A valle, la progettazione di prodotti e servizi — soprattutto nella ristorazione e nella distribuzione — consente di limitare le perdite e ottimizzare l’uso delle risorse.

Gli scarti organici possono essere reimmessi nei cicli produttivi attraverso compostaggio o produzione di energia, mentre dati e piattaforme digitali favoriscono la collaborazione tra attori diversi. Ciò che per un’impresa è un sottoprodotto diventa così una risorsa per un’altra, generando valore condiviso.

Come evidenziato dal report Cities and Circular Economy for Food della Ellen MacArthur Foundation, ripensare il metabolismo urbano del cibo in chiave circolare consente di ridurre emissioni, contenere gli sprechi e rafforzare la sicurezza alimentare.

Esperienze come la Food Policy di Milano e le reti di recupero delle eccedenze dimostrano come una città possa diventare una piattaforma circolare del cibo, sostenendo il tessuto imprenditoriale e rafforzando la coesione sociale.

Esperienze sul campo: quando filiera e territorio si incontrano

Le esperienze più efficaci emergono quando logica di filiera e visione territoriale si integrano.

 

In questo ambito, sono stati sviluppati percorsi di supporto a startup agrifood nella definizione di pratiche sostenibili per aziende agricole locali, attraverso l’applicazione dei protocolli SAFA della FAO e la creazione di portali di aziende certificate, riconoscibili da cittadini, buyer e ristorazione collettiva.

 

Parallelamente, iniziative di formazione e accompagnamento — come i Challenge Lab “Cibo e sostenibilità” promossi da EIT Food South con Impact Hub Siracusa — hanno contribuito allo sviluppo di modelli circolari e rigenerativi, supportando startup nel ripensare il proprio ruolo nei sistemi alimentari urbani.

 

Queste esperienze evidenziano come il passaggio da prodotto a servizio, nonché da filiera a ecosistema, possa trasformare il cibo in una leva di sviluppo locale, capace di generare valore economico, ambientale e sociale.

Come Impactness supporta le imprese

Impactness supporta imprese e attori del sistema agroalimentare nell’integrare i principi dell’economia circolare nelle strategie aziendali e nei processi decisionali.

 

Attraverso approcci pragmatici e basati sui dati, le organizzazioni vengono accompagnate a:

 

  • individuare flussi di materia ed energia lungo la filiera e opportunità di riduzione degli sprechi

 

  • integrare modelli circolari nelle strategie ESG e nei modelli di business

 

  • sviluppare strumenti e indicatori per la misurazione delle performance ambientali e sociali

 

  • attivare sinergie tra imprese, territori e filiere per generare valore condiviso

L’autrice

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Paola Pluchino è membro della community Impactness, biologa ambientale ed esperta di strategie di sostenibilità ed economia circolare per imprese, startup ed enti.

Da diversi anni lavora allo sviluppo e all’implementazione di modelli di business circolari, con particolare attenzione alle filiere agroalimentari e alle dinamiche territoriali.

Supporta organizzazioni e territori nell’integrare la sostenibilità nei processi decisionali, attraverso strategie basate su dati, approccio sistemico e valorizzazione delle risorse locali.

Ha maturato esperienza nello sviluppo di strategie di corporate sustainability, nella progettazione di modelli circolari nell’agrifood e nella ricerca sulle Nature-Based Solutions applicate al metabolismo urbano, lavorando tra ambito aziendale, ricerca e innovazione.

Paola Pluchino è membro della community Impactness, biologa ambientale ed esperta di strategie di sostenibilità ed economia circolare per imprese, startup ed enti. Da diversi anni lavora allo sviluppo e all’implementazione di modelli di business circolari, con particolare attenzione alle filiere agroalimentari e alle dinamiche territoriali.
Supporta organizzazioni e territori nell’integrare la sostenibilità nei processi decisionali, attraverso strategie basate su dati, approccio sistemico e valorizzazione delle risorse locali. Ha maturato esperienza nello sviluppo di strategie di corporate sustainability, nella progettazione di modelli circolari nell’agrifood e nella ricerca sulle Nature-Based Solutions applicate al metabolismo urbano, lavorando tra ambito aziendale, ricerca e innovazione.



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