Non tutto ciò che è misurabile è rilevante e non tutto ciò che è rilevante è immediatamente misurabile. Con la revisione degli ESRS adottata a luglio 2026 la domanda diventa un'altra: come si decide cosa merita di essere osservato? Un'analisi di Majida El Aafyouny sul passaggio dalla misurazione alla comprensione, e dalla comprensione alla direzione.
Dalla complessità alla direzione: comprendere l'impatto per generare cambiamento
Non tutto ciò che è misurabile è necessariamente rilevante e non tutto ciò che è rilevante è immediatamente misurabile.
È una distinzione che diventa importante in un momento in cui le organizzazioni dispongono di una quantità crescente di dati e, allo stesso tempo, sono chiamate ad orientarsi in un contesto sempre più difficile da leggere: cambiamenti normativi e tecnologici, nuove aspettative degli stakeholder, pressione sulle risorse, trasformazioni delle catene del valore e rischi che possono emergere molto prima di diventare evidenti nei risultati economici.
La revisione degli ESRS e la domanda sulla qualità dell'informazione
La revisione degli European Sustainability Reporting Standards, adottata dalla Commissione europea con atto delegato il 3 luglio 2026, si inserisce anche in questo scenario. La riduzione dei datapoint richiesti va oltre una questione di semplificazione degli adempimenti: pone implicitamente una domanda sulla qualità dell’informazione. Se non tutto può, o deve, essere misurato, come decidiamo cosa merita di essere osservato?
La risposta non può essere affidata soltanto alla disponibilità del dato.
La doppia materialità: due prospettive complementari
La materialità, in questo senso, rappresenta qualcosa di più di un criterio per selezionare le informazioni da rendicontare. La doppia materialità introduce due prospettive complementari: da un lato gli impatti che l’organizzazione genera sull’ambiente e sulla società, dall’altro il modo in cui i temi di sostenibilità possono influenzarne rischi, opportunità e capacità di creare valore.
Ma la rilevanza di un fenomeno non è necessariamente statica: può cambiare quando cambia il contesto, quando emergono nuove dipendenze o quando fenomeni apparentemente separati iniziano a convergere.
Perché la rilevanza cambia con il contesto: il caso delle materie prime critiche
Pensiamo, ad esempio, alla disponibilità di una materia prima critica. Può essere contemporaneamente una questione ambientale, un rischio per la supply chain, un problema di costi, un tema geopolitico e uno stimolo all’innovazione. Considerare ciascuno di questi aspetti separatamente restituisce una fotografia parziale ma comprenderne le connessioni permette invece di cogliere la portata del fenomeno e la sua possibile evoluzione.
È probabilmente questo uno dei passaggi più complessi quando si lavora sull’impatto: non limitarsi a raccogliere segnali, ma interpretarli all’interno di un sistema di relazioni.
Temi materiali e obiettivi misurabili: cosa dicono i dati EFRAG
I dati raccolti da EFRAG nel 2026 State of Play Report sulle rendicontazioni relative al 2025 mostrano quanto questa capacità sia ancora in costruzione: tra le 905 dichiarazioni analizzate, le imprese hanno individuato in media 6,4 temi ESRS materiali, ma soltanto 3,3 obiettivi misurabili. La distanza tra ciò che viene riconosciuto come rilevante e ciò che viene tradotto in una direzione racconta qualcosa di importante: comprendere una priorità e trasformarla in una direzione organizzativa sono due passaggi diversi.
Il caso Voestalpine: la materialità come lente di lettura
Un caso interessante è quello di Voestalpine, che ha collegato gli esiti della propria valutazione di doppia materialità alla gestione dei rischi, alla pianificazione ed all’innovazione. Qui la materialità esce dal perimetro della rendicontazione e diventa una lente attraverso cui leggere l’evoluzione dell’organizzazione, non soltanto un criterio per stabilire cosa rendicontare.
Dalla misurazione alla comprensione, dalla comprensione alla direzione
È questo, a mio avviso, il punto in cui la misurazione dell’impatto acquista il suo significato più ampio: il valore non sta nel produrre più informazioni, ma nel riuscire a capire quali segnali contano, come sono collegati tra loro e quali implicazioni possono avere.
Perché la complessità non può essere eliminata, può però essere resa leggibile.
È in questo passaggio, dalla misurazione alla comprensione e dalla comprensione alla direzione, che le informazioni possono diventare priorità, le priorità possono orientare le scelte e l’impatto smette di essere soltanto qualcosa da rendicontare.
L'autrice
Majida El Aafyouny è consulente specializzata nella lettura di contesti complessi e nella trasformazione di dati, informazioni e prospettive diverse in direzioni concrete per le organizzazioni. Il suo approccio combina rigore analitico e visione sistemica, con particolare attenzione alle dinamiche che collegano organizzazioni, persone, mercati e contesto.
Ha lavorato con organizzazioni e professionisti di settori differenti, maturando una prospettiva multidisciplinare sui processi di cambiamento. Ha conseguito un master in circular economy e approfondito temi di leadership, corporate strategy e project management.
Trasformare l’impatto in una direzione concreta
Individuare i temi davvero rilevanti, comprenderne le connessioni e tradurli in obiettivi misurabili richiede metodo e una visione d’insieme.
Impactness affianca le organizzazioni nei percorsi di analisi, misurazione e gestione dell’impatto, per integrare le informazioni nelle decisioni strategiche e orientare le azioni future.